Bonus Pubblicità 2021

Bonus Pubblicità 2021: Cos’è e Come Funziona

Per ovviare alla crisi economica che ha colpito il nostro paese a seguito della pandemia di Covid 19, il governo italiano ha deciso di promuovere il Decreto Rilancio, che prevede degli incentivi statali utili a favorire la circolazione del denaro. Se avete pertanto deciso di compiere un investimento pubblicitario per spingere la vostra azienda sul mercato la soluzione è il bonus pubblicità 2021, che prevede una serie di vantaggi per risparmiare sul costi di realizzazione.

Analizziamo nel dettaglio in cosa consiste il decreto attuativo e quali sono i requisiti per poter accedere al bonus, così da poter finalmente ottenere un ottimo risultato a un prezzo inferiore alla norma. Se il vostro scopo è quello di pubblicizzare la vostra attività per battere la concorrenza e imporsi sul mercato, sarebbe un vero peccato non usufruire di un rimborso.

In cosa consiste il bonus pubblicità

Prorogato dal 2021 al 2022, il bonus pubblicità è regolato dall’articolo 57-bis del D.L. n 50/2017 e prevede una serie di agevolazioni fiscali sulla stampa. Coinvolge pertanto sia il settore dell’editoria, pesantemente penalizzato dall’avvento degli ebook, sia quello della pubblicità cartacea, atta a incentivare l’attività promozionale di piccole, medie e grandi aziende, ognuna in base alle proprie esigenze e possibilità. I soggetti interessati da questa normativa sono tutte le imprese, indipendentemente dal fatturato e dal numero di dipendenti, i lavoratori autonomi e liberi professionisti che desiderano far conoscere il proprio lavoro e gli enti non commerciali.

Si tratta di un target decisamente ampio, reso così variegato proprio per consetire a un settore decisamente colpito di riprendere un business adeguato e allo stesso tempo alle ditte di poter ottenere il risultato desiderato a un costo inferiore, riuscendo a recuperare in seguito parte del denaro speso.

Come funziona

Per poter usufruire del bonus pubblicità 2021 è necessario appartenere a una delle categorie sopra citate e richiedere la stampa di materiale promozionale in una delle seguenti condizioni:

  • Quotidiani e periodici che devono necessariamente uscire in edicola in formato cartaceo oltre che digitale, all’interno dei quali è possibile ottenere uno spazio pubblicitario più o meno ampio a seconda del budget disponibile e delle proprie esigenze di visibilità. Maggiore sarà la tiratura a livello nazionale e superiore sarà il costo, così come la visibilità su tutto il territorio e la possibilità di aumentare notevolmente il proprio fatturato e business nel breve e medio termine.
  • Le testate prescelte dovranno essere iscritte presso il registro degli operatori di comunicazione ed essere guidati da un direttore che ne abbia pienamente la guida e la responsabilità.
  • In sede di domanda sarà necessario specificare che tipo di pubblicità è stata progettata e soprattutto attraverso quale canale è stata successivamente diffusa.
  • Televisioni e radio locali. Anche in questo caso gli enti devono essere iscritti al registro degli operatori di comunicazionee possono trasmettere un messaggio di sola voce o corredato anche di immagini a seconda del mezzo utilizzato.

L’importo che viene rimborsato, attraverso il credito d’imposta, prevede le spese sostenute per eseguire la pubblicità al netto dell’iva se questa viene detratta, mentre sarà totale in caso contrario. Un ottimo vantaggio se si considera che questa operazioni hanno spesso un costo oneroso e per questo motivo molte società in difficoltà rinunciano per mancanza di fondi. In questo modo sarà possibile promuovere la vostra attività senza dover pesare sul bilancio dell’azienda e ricevendo indietro l’intera somma prevista.

Inoltre, questo decreto attuativo non tiene conto del calcolo incrementale dei costi sostenuti, così che possano partecipare anche coloro che preventivano investimenti inferiori rispetto all’anno precedente. Tuttavia il valore globale della spesa deve superare dell’1% di quella dei 12 mesi appena trascorsi per il settore della pubblicità e della promozione. Il credito di imposta verrà pertanto calcolato nella misura del 75% del totale dell’incremento, che sale al 90% se si parla di imprese di piccole o medie dimensioni, comprese le startup appena avviate. La somma può essere suddivisa tra i vari organi di comunicazione che hanno effettuato il servizio.

Come richiedere il bonus pubblicità

Per richiedere il bonus pubblicità è necessario presentare l’apposita domanda telematica sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo dell’anno corrente, riferendosi a quello precedente. All’interno del modulo è possibile scegliere tra l’opzione di accesso al credito d’imposta e quella di dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati, in cui si auto certifica la reale concretizzazione dei servizi dichiarati.

È poi necessario inserire tutti i dati anagrafici relativi al beneficiario, l’importo speso complessivamente per le opere di pubblicità su giornali quotidiani o periodici, televisioni e radio locali, l’incremento realizzato rispetto all’anno precedente in questo specifico settore di competenza, il credito d’imposta richiesto distinto per ogni media utilizzato.

Nei 30 giorni successivi al termine di presentazione l’ente di competenza emana un elenco contenente tutti i soggetti che hanno fatto apposita richiesta, con le risorse totali che sono ripartite provvisoriamente in base al numero dei partecipanti, non essendo queste illimitate ma stabilite ogni volta secondo i fondi a disposizione. Fate molta attenzione alle informazioni che decidete di condividere sul portale, poiché vengono effettuati dei controlli piuttosto severi e in caso di illecito rilevato verrà revocato l’intero importo erogato, con conseguenze a livello fiscale per coloro che si sono macchiati di tale irregolarità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.